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L'Etna come destinazione turistica: dai primi ascensionisti alle escursioni di oggi · Blue Sicily Apartment

L'Etna come destinazione turistica: dai primi ascensionisti alle escursioni di oggi

L'Etna è uno dei vulcani più studiati al mondo. La sua storia turistica comincia con i naturalisti del Settecento e continua oggi con migliaia di visitatori l'anno.

L'Etna è il più alto vulcano attivo d'Europa (3.300+ metri, in lenta crescita per le eruzioni) e una delle attrazioni turistiche fondamentali della Sicilia orientale. La sua storia come destinazione turistica è quasi parallela a quella di Taormina, e va di pari passo con la cultura scientifica europea.

I primi visitatori "moderni"

Già nell'antichità l'Etna era una meta di pellegrinaggio. Empedocle (V sec. a.C.) lo studiò filosoficamente e — secondo leggenda — vi si gettò dentro per provare di essere un dio. Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) ne scrisse nel Naturalis Historia. Strabone, Tucidide, Diodoro Siculo: tutti descrissero le eruzioni.

Ma il turismo "moderno" dell'Etna comincia nel Settecento, con i naturalisti del Grand Tour. Sir William Hamilton, ambasciatore inglese a Napoli e marito della famosa Emma, salì sull'Etna sei volte tra il 1769 e il 1779. I suoi scritti — Observations on Mount Vesuvius, Mount Etna, and Other Volcanoes (1772) — fecero scuola.

Patrick Brydone (1773), Jean Houël (1782-87), Goethe (1787): tutti raggiunsero almeno le pendici del vulcano. Goethe non salì in vetta (problemi di salute) ma lasciò una delle descrizioni più poetiche delle "alte regioni" dell'Etna.

La prima ascensione "turistica" organizzata

Nel 1879, Catania aprì la Stazione Etna del Club Alpino Italiano, fondata dal nobile Mario Gemmellaro (vulcanologo dilettante). Da allora furono organizzate escursioni a pagamento verso i crateri sommitali, con guide locali. La via classica partiva da Nicolosi (paese a sud-est sul versante etneo) a dorso di mulo, sostando in capanne attrezzate.

Nel 1888 venne inaugurato il primo rifugio in alta quota: il Rifugio Gemmellaro a 2.700 metri, costruito in pietra lavica. Negli anni successivi seguirono Rifugio Sapienza (1947), Citelli (anni '50), e altri.

La rivoluzione della funivia

Nel 1971 entrò in funzione la Funivia dell'Etna, che collega Rifugio Sapienza (1.900 m) a Montagnola (2.500 m). Trasformò la salita da impresa alpinistica a gita giornaliera. Da Montagnola si prosegue con fuoristrada 4x4 con guide vulcanologiche fino al punto consentito dalle autorità (in base all'attività del vulcano), tipicamente intorno ai 2.900-3.000 m.

Negli anni '80-'90 il turismo etneo esplose. Si stima che oggi visitino l'Etna 1-1.5 milioni di persone l'anno, in gran parte concentrate nei mesi maggio-ottobre.

Le eruzioni iconiche

Diverse eruzioni hanno segnato la coscienza collettiva e — paradossalmente — incrementato il turismo:

Ogni eruzione viene seguita in tempo reale dall'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il cui Osservatorio Etneo è a Catania.

UNESCO World Heritage

Nel 2013 l'Etna è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO, riconoscimento del suo valore eccezionale come laboratorio vulcanologico naturale e come paesaggio. La motivazione cita "uno dei vulcani più iconici del mondo" e "un ecosistema vulcanico unico con biodiversità di rilievo".

Come visitare oggi

Versante Sud (più turistico):

Versante Nord (più selvaggio, meno turistico):

Versante Est (panoramico):

Da Roccalumera:


Fonti: INGV (ingv.it), Parco dell'Etna (parcoetna.it), pubblicazioni di vulcanologia standard; UNESCO World Heritage List #1427.