Per buona parte del Settecento, Taormina era poco più di un paese decaduto. Le mura medievali sgretolate, il teatro greco coperto di erbacce, la popolazione ridotta a contadini e pescatori. Nessuno l'avrebbe vista come "la perla della Sicilia". Eppure è proprio in quel momento che inizia, lentamente, la sua trasformazione in destinazione turistica internazionale.
Il viaggio in Italia degli aristocratici europei
Tra Settecento e Ottocento, i giovani rampolli dell'aristocrazia britannica, tedesca e francese facevano il Grand Tour: un viaggio di formazione, lungo mesi o anni, attraverso le grandi città italiane (Venezia, Firenze, Roma, Napoli) per imparare l'arte, la lingua, il vivere classico. La Sicilia, all'inizio, era considerata troppo lontana, troppo pericolosa, troppo "selvaggia" per la maggior parte dei viaggiatori.
Furono Patrick Brydone con il suo A Tour through Sicily and Malta (1773), Jean-Pierre Houël con il Voyage pittoresque (1782-87) e soprattutto Johann Wolfgang von Goethe con Italienische Reise (Viaggio in Italia, 1816-1817) a cambiare le carte in tavola. Goethe attraversò la Sicilia nel 1787 e a Taormina ebbe una delle epifanie più note del suo libro:
"Mai prima d'ora alcun pubblico, in nessun teatro, ebbe davanti agli occhi qualcosa di simile."
Goethe non era a Taormina per il teatro in sé. Era per la vista dal teatro: l'Etna, il mare, le rovine. La descrizione che ne diede aprì gli occhi a generazioni di intellettuali europei.
L'arrivo dei pionieri
A partire dagli anni '20-'30 dell'Ottocento, viaggiatori inglesi e tedeschi più avventurosi cominciarono a raggiungere Taormina. Alloggiavano in case private — non c'erano hotel — e si fermavano settimane, mesi.
I primi nomi importanti:
- Edward Lear (sì, quello dei limericks), nel 1847 trascorse mesi in Sicilia disegnando paesaggi
- Friedrich Nietzsche vi soggiornò nel 1881, scrivendo parte di Così parlò Zarathustra a Messina
- Guy de Maupassant arrivò nel 1885 e dedicò pagine appassionate al paese
- Otto Geleng, paesaggista tedesco, sposò una taorminese e organizzò mostre in Europa per richiamare turisti
Nel 1873 aprì il primo hotel "vero" — la Timeo, ancora oggi attivo, nato in una vecchia casa nobiliare di fianco al teatro greco. Negli anni successivi seguirono il San Domenico Palace (1894, in un ex convento), il Metropole, il Bristol.
Wilhelm von Gloeden, fotografo e celebrità
Il personaggio più controverso e influente di questa stagione fu il barone tedesco Wilhelm von Gloeden (1856-1931). Arrivò a Taormina malato di tubercolosi, vi trovò un clima salutare e finì per restare 40 anni. Iniziò a fotografare giovani modelli locali in pose ispirate all'arte classica greca: drappeggi, anfore, corone d'edera.
Le sue foto, vendute in albergo e per corrispondenza, divennero famosissime in Europa. Cartoline di Gloeden circolavano tra intellettuali, scrittori, aristocratici. Il fascino della "Sicilia arcadica" che si vede ancora oggi nei racconti su Taormina nasce in larga parte dalle sue immagini.
L'opera di Gloeden ha aspetti problematici di cui oggi si discute (specialmente l'età dei modelli e la natura del rapporto): è una storia complessa, da non semplificare. Ma sul piano del marketing turistico ante litteram, il suo contributo fu enorme. Una parte della sua collezione si conserva al Comune di Taormina.
Il volano economico
Tra il 1880 e il 1910, il numero di visitatori passò da poche centinaia a diverse migliaia all'anno. Si aprirono pasticcerie, sartorie, gallerie d'arte, agenzie di viaggio. Il paese si arricchì. Vennero costruite ville liberty su tutta la collina, con giardini esotici (palme delle Canarie, agavi messicane, jacarande sudamericane) introdotti dai viaggiatori inglesi nostalgici delle loro colonie.
Si gettarono le basi per quello che, un secolo dopo, sarebbe diventato l'industria turistica di massa.
Dove vedere ancora oggi quell'epoca
A Taormina sono visibili tante tracce dell'Ottocento dei viaggiatori:
- L'Hotel Timeo, primo hotel storico, accanto al Teatro Greco
- Giardini di Villa Comunale (Parco Trevelyan), creati dall'inglese Florence Trevelyan tra fine '800 e inizio '900 — uno dei giardini più belli e curiosi del sud Italia
- Casa Cuseni, oggi museo, residenza dell'artista inglese Robert Hawthorn Kitson e poi di Daphne Phelps, che ha ospitato Bertrand Russell, Tennessee Williams, Roald Dahl
- Le cartoline d'epoca di Gloeden esposte in vari bar storici del Corso Umberto
- L'Hotel San Domenico, ex convento, con foto storiche dei suoi ospiti illustri
Camminare per Taormina con un occhio attento all'Ottocento è un'esperienza nell'esperienza. Sotto la patina del turismo moderno, le tracce di quell'epoca pionieristica sono ovunque.
Fonti: J.W. von Goethe, "Italienische Reise" (1816-17); D. Phelps, "A House in Sicily" (1999); G. de Maupassant, "La vie errante" (1890); archivi storici e cataloghi del Museo Civico di Taormina; pubblicazioni su Wilhelm von Gloeden.

