Mentre Taormina vive nel caos turistico, Castelmola — il borgo che la sovrasta a 528 metri sul mare — rappresenta un perfetto antidoto. Cinquemila abitanti scarsi, vicoli stretti, una piazza minuscola, vista spaziale.
Per i siciliani che conoscono la zona, Castelmola è il vero piccolo gioiello. Per i turisti è una "scoperta" che capita quasi per caso, magari saltando su un autobus alla fermata di Porta Catania a Taormina.
La storia
Castelmola fu fondata nell'alto medioevo come rocca difensiva sopra Taormina. Il castello arabo-normanno del IX-XI secolo, di cui resta poco oltre i muri perimetrali, era considerato uno dei più inespugnabili della Sicilia. La posizione, su una falesia naturale a strapiombo, garantiva controllo totale dello Stretto, di Naxos, dell'Etna.
Il nome stesso — Castrum Mulae, "castello del mulino" — deriva forse dalla forma della rocca o dai mulini ad acqua che si trovavano nei dintorni.
Per secoli Castelmola rimase un avamposto militare. Solo nell'Ottocento, con la fine delle minacce barbaresche, divenne un paese rurale con economia agricola: vite, ulivi, mandorle.
La nascita del vino di mandorla
Negli anni '50 del XX secolo, in un piccolo bar del paese — il Caffè San Giorgio — il proprietario Don Vincenzo Blandano cominciò a sperimentare un liquore alle mandorle. La ricetta nasceva da una vecchia tradizione monacale, ma Blandano la perfezionò: mandorle siciliane, alcol, zucchero, vaniglia, scorze di limone.
Il vino di mandorla divenne il prodotto-simbolo di Castelmola. Ogni bar lo serve in piccoli bicchierini di vetro, gelato. È dolce, leggero, profumato. Si beve come digestivo dopo pranzo o aperitivo nel pomeriggio.
Oggi a Castelmola si trovano molti bar che servono "vino di mandorla":
- Caffè San Giorgio (l'originale, fondato 1903)
- Bar Turrisi (celebre per la collezione di simboli fallici sui muri — non politically correct, ma parte della tradizione siciliana antica della fertilità — vale una visita per l'unicità)
- Altri bar minori sulla piazzetta
Cosa vedere
Castelmola è piccolissimo. Si gira tutto in 1-2 ore con calma:
- Piazza Sant'Antonio — il cuore del paese, con bar e botteghe
- Chiesa di San Nicolò di Bari — duomo del paese, semplice ma con dipinti barocchi
- Ruderi del Castello — sulla sommità, raggiungibili con una breve salita; vista a 360° verso Etna, Calabria, Eolie nei giorni limpidi
- Belvedere di Piazza Madrice — la vista più fotografata, con la baia di Naxos in basso
- Botteghe di artigianato — ceramiche, oli, conserve
Il panorama dalla piazza è qualcosa di unico: a sinistra l'Etna fumante, a destra lo Stretto di Messina con la Calabria nitida, davanti il Mar Ionio. Nei giorni di tramontana si vede tutto fino alla Sicilia centrale.
Come arrivare
Da Taormina (~5 km):
- In auto: 15 minuti, strada panoramica con tornanti. Parcheggio a pagamento all'arrivo.
- In autobus Interbus: linea regolare ~ogni 1-2 ore. Biglietto ~2 €. Tempo 25 minuti.
- A piedi: 1h 30min in salita ripida ma molto bella, partendo dal Convento dei Cappuccini di Taormina alta.
Da Roccalumera: 25-30 minuti in auto, via Taormina. Treno fino a Taormina-Giardini + autobus combinato funziona ma è laborioso.
Mangiare a Castelmola
Tre indirizzi storici per pranzare/cenare:
- Vecchia Trattoria — cucina locale, vista mozzafiato dalla terrazza
- Il Saraceno — più strutturato, ottimi primi di pesce
- Da Nino — più economico, frequentato dai locali
Conti medi: 25-35 € a persona per un pranzo completo, 35-50 € per cena. Decisamente più economico di Taormina.
Consiglio: andarci al tramonto
Il momento più magico per visitare Castelmola è il tramonto in primavera o autunno. Il sole tramonta dietro l'Etna, le luci di Taormina e Naxos si accendono in basso, l'aria diventa fresca. Un bicchiere di vino di mandorla sulla terrazza del San Giorgio è un'esperienza completa.
In luglio-agosto il paese è ancora turistico ma molto meno di Taormina centro. Si gira liberamente, si parcheggia, si trova posto al bar.
Fonti: Comune di Castelmola; pubblicazioni locali; archivio Caffè San Giorgio (storia del vino di mandorla); guide turistiche standard sulla Sicilia ionica.


